Tarocchi Perrin 1865

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Tarocchi Perrin 1865
Autore
Giorfano Berti

Un mazzo splendido e rarissimo.

Una sintesi del simbolismo esoterico.

Intorno al 1865 l'editore Claudio Perrin stampò a Torino un mazzo di grande pregio grafico, che tuttavia è rimasto completamente dimenticato fino a tempi recenti.

Può sembrare strano, ma i Tarocchi di Perrin non compaiono nei testi specialistici, come per esempio nei volumi dell'Encyclopedia of Tarot di Stuart R. Kaplan, e neppure nei resoconti di Franco Pratesi e Nicola De Giorgio, autori delle ricerche più approfondite sulla storia dei Tarocchi in Piemonte.

L'unica menzione si trova in un libro pubblicato da Lo Scarabeo di Torino, dove sono inserite quattro figure accompagnate da una didascalia che assegna la presunta data di stampa del mazzo (1850 ca.) e la provenienza da una collezione privata.

Cofanetto di grande pregio artistico realizzato a mano in Italia.

  • 78 carte (mm 65x131) in sacchetto dorato
  • Pieghevole (8 facciate) con cenni storici, istruzioni divinatorie.
  • Libretto (36 pagine) con resoconto storico-artistico.

Esaminando attentamente le 78 carte, stampate da Perrin con tecnica cromolitografica, se ne può constatare la qualità dei disegni.

Chi fu l’autore materiale? Non è dato saperlo. Osservando le illustrazioni di molti libri stampati da Perrin ho constatato la presenza della firma “Perrin del.” (latino, delineavit, cioè “disegnò”) o anche “Fd. del.”o anche “F. Perrin lit.”. Ma nei Tarocchi di Perrin non esiste nessuna firma. Si può ipotizzare che i disegni furono commissionati dall'editore a un artista di sua fiducia (nel suo entourage ce n’erano molti) o ad un membro della sua stessa famiglia, per esempio i figli Carlo e Ferdinando, prolifici disegnatori e litografi.

Tarocchi Perrin 1865 - Deluxe - carte

 

Un mazzo splendido e rarissimo.

Una sintesi del simbolismo esoterico.

Intorno al 1865 l'editore Claudio Perrin stampò a Torino un mazzo di grande pregio grafico, che tuttavia è rimasto completamente dimenticato fino a tempi recenti.

Può sembrare strano, ma i Tarocchi di Perrin non compaiono nei testi specialistici, come per esempio nei volumi dell'Encyclopedia of Tarot di Stuart R. Kaplan, e neppure nei resoconti di Franco Pratesi e Nicola De Giorgio, autori delle ricerche più approfondite sulla storia dei Tarocchi in Piemonte.

L'unica menzione si trova in un libro pubblicato da Lo Scarabeo di Torino, dove sono inserite quattro figure accompagnate da una didascalia che assegna la presunta data di stampa del mazzo (1850 ca.) e la provenienza da una collezione privata.

Cofanetto di grande pregio artistico realizzato a mano in Italia.

  • 78 carte (mm 65x131) in sacchetto dorato
  • Pieghevole (8 facciate) con cenni storici, istruzioni divinatorie.
  • Libretto (36 pagine) con resoconto storico-artistico.

Esaminando attentamente le 78 carte, stampate da Perrin con tecnica cromolitografica, se ne può constatare la qualità dei disegni.

Chi fu l’autore materiale? Non è dato saperlo. Osservando le illustrazioni di molti libri stampati da Perrin ho constatato la presenza della firma “Perrin del.” (latino, delineavit, cioè “disegnò”) o anche “Fd. del.”o anche “F. Perrin lit.”. Ma nei Tarocchi di Perrin non esiste nessuna firma. Si può ipotizzare che i disegni furono commissionati dall'editore a un artista di sua fiducia (nel suo entourage ce n’erano molti) o ad un membro della sua stessa famiglia, per esempio i figli Carlo e Ferdinando, prolifici disegnatori e litografi.

Tarocchi Perrin 1865 - Deluxe - carte

 

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