Indagine sulla Magia

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9788890365966
Autore
Giuseppe Mirisola

Questo libro si propone di mostrare al lettore i molteplici aspetti della magia, con un’indagine a tutto tondo da un punto di vista antropologico e spirituale, partendo dalla magia popolare in Sicilia per arrivare alla più recente Wicca, attraverso le ricerche e le testimonianze.

Tra gli ultimi perseguitati dal Santo Uffizio è il palermitano Alessandro conte di Cagliostro, più conosciuto nel resto d’Europa che nella stessa Sicilia. Fu condannato a finire i suoi giorni come eretico, massone, miscredente nella fortezza papalina di San Leo, senza mai aver usufruito di un processo regolare con propri avvocati. Praticava la conoscenza esoterica come molti suoi concittadini di quel tempo, in più era guaritore utilizzando il magnetismo. Usava la parola come valore terapeutico, l’efficacia delle immagini, la capacità di “svegliare” l’autoguarigione. Credeva nell’uso delle erbe medicinali, nell’uso dei minerali da equilibrio con le congiunzioni astrali; nulla di tanto diverso dalle pratiche comuni segnalate in centinaia di processi anti-eretici. Eppure su di lui si è steso il velo dell’infamia, come l’accusa di essere millantatore, cialtrone e truffaldino, relegandolo al ruolo di un piccolo criminale di bassofondo, la più crudele delle condanne nei confronti di un personaggio che voleva essere messaggero di un “profondo rinnovamento scientifico e spirituale”, come lo descrivono i suoi sostenitori.

Eppure oggi quelle “pratiche” accusate genericamente di stregoneria vengono riprese dagli studiosi delle origini della medicina e della chimica (Calemann, Haven, Schiller, Brounet, Kuzmi, Kiefer, Ligou e così via), lasciando trasparire l’immagine di un Cagliostro vittima di persecuzioni politiche ammantate da accuse di idolatria e stregoneria, come del resto è stato nella lunga catena di sangue dei riti inquisitori. [... ]

Claudio Paterna dal capitolo “Il caso Cagliostro”

Questo libro si propone di mostrare al lettore i molteplici aspetti della magia, con un’indagine a tutto tondo da un punto di vista antropologico e spirituale, partendo dalla magia popolare in Sicilia per arrivare alla più recente Wicca, attraverso le ricerche e le testimonianze.

Tra gli ultimi perseguitati dal Santo Uffizio è il palermitano Alessandro conte di Cagliostro, più conosciuto nel resto d’Europa che nella stessa Sicilia. Fu condannato a finire i suoi giorni come eretico, massone, miscredente nella fortezza papalina di San Leo, senza mai aver usufruito di un processo regolare con propri avvocati. Praticava la conoscenza esoterica come molti suoi concittadini di quel tempo, in più era guaritore utilizzando il magnetismo. Usava la parola come valore terapeutico, l’efficacia delle immagini, la capacità di “svegliare” l’autoguarigione. Credeva nell’uso delle erbe medicinali, nell’uso dei minerali da equilibrio con le congiunzioni astrali; nulla di tanto diverso dalle pratiche comuni segnalate in centinaia di processi anti-eretici. Eppure su di lui si è steso il velo dell’infamia, come l’accusa di essere millantatore, cialtrone e truffaldino, relegandolo al ruolo di un piccolo criminale di bassofondo, la più crudele delle condanne nei confronti di un personaggio che voleva essere messaggero di un “profondo rinnovamento scientifico e spirituale”, come lo descrivono i suoi sostenitori.

Eppure oggi quelle “pratiche” accusate genericamente di stregoneria vengono riprese dagli studiosi delle origini della medicina e della chimica (Calemann, Haven, Schiller, Brounet, Kuzmi, Kiefer, Ligou e così via), lasciando trasparire l’immagine di un Cagliostro vittima di persecuzioni politiche ammantate da accuse di idolatria e stregoneria, come del resto è stato nella lunga catena di sangue dei riti inquisitori. [... ]

Claudio Paterna dal capitolo “Il caso Cagliostro”

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Autore Giuseppe Mirisola
Pagine 168
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