De matrice - Trattato sulle cause e origini di tutte le malattie delle donne

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978-88-99450-36-6
Autore
Paracelso (a cura di Carlo G. Nuti)

Da Paracelso a Neumann, dagli albori dell’essere ai giorni nostri, la cura di ogni disagio dipendeva dall’atteggiamento mentale.
L’affidarsi a una Dea, vale a dire a un’energia curativa che vive fuori dal tempo, era il centro di ogni terapia.
Il concetto di autoguarigione si ispirava proprio a una forza rigenerativa femminile che interveniva e portava al superamento del disturbo.
In sintesi, la Dea chiedeva in cambio l’abbandono della propria identità, l’allontanarsi dal proprio Io.
Affidarsi alla Donna Interiore era la Via della guarigione e della autorealizzazione.

Dalla quarta di copertina :

Il De Matrice fa parte del Paramirum, una delle opere più complete e articolate di Paracelso. L’Autore elabora, attraverso il concetto di matrice, una visione interpretativa del cosmo fondata sul riconoscimento del ruolo decisivo della donna.
Matrice è il termine di cui si serve per esprimere un concetto complesso; non si riferisce semplicemente all’utero, ma alla potestà generativa che, a partire dal piano fisico, comprenda e modifichi anche quello spirituale.
Come arriva a parlare di medicina delle donne? Il suo ragionamento è il seguente: l’anatomia della matrice è il corpo della donna, molto diverso da quello dell’uomo. 
Per questa ragione è necessario e opportuno parlare delle malattie e della sua salute secondo princìpi e regole separate da quelle per gli uomini. La donna vive, sente, ragiona con attitudini e comportamenti specifici e non come un uomo, ma soprattutto ricopre ruoli diversi e quindi richiede una medicina diversa.
L’Autore, inoltre, espone per la prima volta il metodo terapeutico che si basa sull’osservazione che certe malattie si possono curare con le stesse sostanze che le hanno provocate secondo il principio del similia similibus curantur.
Paracelso con tutta la sua opera si colloca tra quei Grandi dell’umanità che hanno contribuito a mantenere accesa la fiaccola della spiritualità, quel fuoco che è simboleggiato dal Sole, inteso non solo come astro ma come Unus, pollentissimus
omnium.

Paracelso (Einsiedeln 1493 – Salisburgo 1541) fu una personalità poliedrica: medico, chirurgo, alchimista, mago e astrologo. Percorse tutta l’Europa e oltre alla ricerca di tutto ciò che poteva imparare. Introdusse il metodo sperimentale e pratico nello studio delle malattie e dei fenomeni naturali, rivoluzionò la
medicina, la chirurgia e la farmacologia del suo tempo ponendo solide basi sperimentali e metodologiche per il loro sviluppo. Fu un grande maestro di alchimia, uno dei più grandi di tutti i tempi.

Da Paracelso a Neumann, dagli albori dell’essere ai giorni nostri, la cura di ogni disagio dipendeva dall’atteggiamento mentale.
L’affidarsi a una Dea, vale a dire a un’energia curativa che vive fuori dal tempo, era il centro di ogni terapia.
Il concetto di autoguarigione si ispirava proprio a una forza rigenerativa femminile che interveniva e portava al superamento del disturbo.
In sintesi, la Dea chiedeva in cambio l’abbandono della propria identità, l’allontanarsi dal proprio Io.
Affidarsi alla Donna Interiore era la Via della guarigione e della autorealizzazione.

Dalla quarta di copertina :

Il De Matrice fa parte del Paramirum, una delle opere più complete e articolate di Paracelso. L’Autore elabora, attraverso il concetto di matrice, una visione interpretativa del cosmo fondata sul riconoscimento del ruolo decisivo della donna.
Matrice è il termine di cui si serve per esprimere un concetto complesso; non si riferisce semplicemente all’utero, ma alla potestà generativa che, a partire dal piano fisico, comprenda e modifichi anche quello spirituale.
Come arriva a parlare di medicina delle donne? Il suo ragionamento è il seguente: l’anatomia della matrice è il corpo della donna, molto diverso da quello dell’uomo. 
Per questa ragione è necessario e opportuno parlare delle malattie e della sua salute secondo princìpi e regole separate da quelle per gli uomini. La donna vive, sente, ragiona con attitudini e comportamenti specifici e non come un uomo, ma soprattutto ricopre ruoli diversi e quindi richiede una medicina diversa.
L’Autore, inoltre, espone per la prima volta il metodo terapeutico che si basa sull’osservazione che certe malattie si possono curare con le stesse sostanze che le hanno provocate secondo il principio del similia similibus curantur.
Paracelso con tutta la sua opera si colloca tra quei Grandi dell’umanità che hanno contribuito a mantenere accesa la fiaccola della spiritualità, quel fuoco che è simboleggiato dal Sole, inteso non solo come astro ma come Unus, pollentissimus
omnium.

Paracelso (Einsiedeln 1493 – Salisburgo 1541) fu una personalità poliedrica: medico, chirurgo, alchimista, mago e astrologo. Percorse tutta l’Europa e oltre alla ricerca di tutto ciò che poteva imparare. Introdusse il metodo sperimentale e pratico nello studio delle malattie e dei fenomeni naturali, rivoluzionò la
medicina, la chirurgia e la farmacologia del suo tempo ponendo solide basi sperimentali e metodologiche per il loro sviluppo. Fu un grande maestro di alchimia, uno dei più grandi di tutti i tempi.

Maggiori informazioni
Autore Paracelso (a cura di Carlo G. Nuti)
Pagine 116
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